La Magia Rituale

La Magia Rituale: Unire il sacro al profano

Magia Rituale

Nel suo tentativo di dominare le forze occulte, il mago fa appello alle leggi del Universo.  La Magia Rituale porta ancora molti segreti da scoprire.

Leggi che non sono, naturalmente, quelle fisiche, ma che hanno un significato ben più profondo e condizionante.
I legami fra Macrocosmo e Microcosmo gli consentono, operando sul particolare, di pervenire ad effetti
universali.

Operatore di Forze soprannaturali

Lo stregone che, costruiva una bambola di cera nell’effigie del suo nemico, la battezza col suo nome e
la getta nel fuoco convinto così di recargli danno, non fa che sfruttare due importanti leggi occulte:
quella della “magia imitativa”, secondo cui se si agisce in un certo modo si inducono le Forze Magiche ad agire nel medesimo modo; e quella del “legame magico”, per la quale fra la cosa e la rappresentazione della cosa non esiste differenza, e dunque la bambola battezzata col nome del nemico è
il nemico (per rafforzare questo legame spesso si usa incorporare nella bambola frammenti del corpo che
questa raffigura, come le unghie o i capelli: ciò serve a meglio “dirigere” l’azione delle Forze Magiche
risvegliate dalla magia imitativa.

Per indurre le forze occulte ad agire in un certo modo, il mago deve operare rispettando certe regole fisse
che stabiliscono i tempi, le modalità, le successioni dei suoi atti. In questa maniera viene ad elaborare
una vera e propria cerimonia, un rito inteso ad esaltare al massimo il potere che si raccoglie sia in lui
che fuori di lui, per dirigerlo secondo la sua volontà e il suo vantaggio.
Le più tremende di queste cerimonie sono quelle descritte nella Magia Rituale, nelle quali le Forze
Magiche vengono direttamente evocate, in forma di Spiriti o demoni, per dare loro ordini o imporre
compiti. E’ a questo genere di magia, antichissimo e, si ritiene, estremamente pericoloso, che è dedicato il
presente volume.

Le Cerimonie di Magia Rituale

Le cerimonie magiche non sono, come si pensa generalmente, la profanazione dei riti religiosi ebraici o
cristiani, operate nel tentativo di ingraziarsi il diavolo ed assicurarsene i servigi. Al contrario, sono
cerimonie tenute per impetrare dal Dio Universale il potere necessario per controllare le personificazioni
(in genere malefiche) delle forze occulte.

II loro significato è essenzialmente simbolico e, al di là del motivo
religioso, la loro funzione è di elevare al massimo il “furore mistico” del mago, operando attraverso
solenni e complessi rituali, pronunciando formule dal tono tenebroso ed esaltante, circondandosi
di oggetti sacri e misteriosi, aspirando profumi che stordiscono e inebriano, sino al punto che la forza
raccolta in lui, come un flusso sempre più gonfio e agitato, non rompe gli argini giungendo a
manifestarsi di fronte all’operatore in una forma sensibile e spesso terrificante.

Questi riti sono antichissimi. Sappiamo che venivano praticati in Egitto, Caldea, Mesopotamia, come
testimoniano frammenti archeologici in cui si leggono formule magiche e descrizioni di cerimonie.
Dagli scrittori greci e latini abbiamo appreso che pratiche del genere erano diffuse anche nelle civiltà
classiche.
In tempi relativamente più recenti presero a diffondersi in Europa i rituali ebraici, portati dal popolo di
Israele dopo la Diaspora. Durante tutto il Medio Evo, il Rinascimento e sino al secolo XVII ed oltre (in
pratica, sino all’Illuminismo) questi furono praticati in maniera molto ampia, come appare dalle migliaia di
manoscritti relativi custoditi dalle biblioteche, e sono oggi il corpus di rituali magici più vasto e
organico che possediamo in Occidente.
Di tali riti, che la tradizione attribuisce a Re Salomone, riportiamo nelle pagine che seguono i
fondamentali, nella forma più diffusa..

Conclusioni

“ L’aspetto più misericordioso della realtà è, io credo, l’incapacità dell’uomo di metterne in relazione tutti
i contenuti. La nostra vita si svolge nei confini di una pacifica isola di ignoranza, circondata dagli
oscuri mari dell’infinito, e non credo che ci convenga spingerci troppo lontano da essa… Ma un giorno o
I’altro, quando infine si riuniranno le varie parti del sapere, oggi ancora sparse qua e là, si presenterà ai
nostri occhi una visione talmente terrificante della realtà e della terribile parte che noi abbiamo in essa, che
se una simile rivelazione non ci avrà reso folli, tenteremo di fuggire a quella vista mortale e quindi di ritornare
nell’oscurità di un nuovo Medio Evo ”.

 

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